Tangram 2

Dal balconcino si vede solo un pezzetto di porto, col sole delle 9 del mattino. Il complesso è un enorme insieme di condomini nuovissimi in tonalità pastello, e in mezzo questo porto-canale ugualmente nuovo, con tanto di ponte che si alza e pontili di legno. Finiture color turchese, vetrate, balconcini, mancorrenti arrotondati. Ascensori panoramici. Negozi. Barche, tantissime barche a vela e motoscafi ormeggiati in mezzo. L'effetto è quello di una Venezia in salsa Las Vegas, ma in reltà siamo dall'altra parte dell'oceano e il sole è decisamente quello del Mediterraneo.
La facciata-alveare è un susseguirsi di scenette varie, a differenti livelli e diverse latitudini. Come caselle di un quiz alla tv.
Piano terzo, secondo a sinistra. Un signore con degli occhiali alla Magnum P.I., sfumati, fa colazione spalmando burro di arachidi su quello che pare pane azzimo. Ha un accappatoio bianco e l'aria dello spacciatore o del notaio. Il burro di arachidi gli gocciola denso sul piede sinistro e lui grugnisce, guardando una serie di formiche nell'angolo e la polvere asciutta e secca e fine.
Quarto piano, primo a destra. Un ragazzo e una ragazza si abbracciano proprio sul cornicione. Lui ha speso per questa vacanza tutto quello che aveva guadagnato nei tre mesi precedenti, più una piccola somma che sta lievitando. Sta pensando che dovrà inventarsi qualcosa in settembre, ma chissenefrega di settembre: bacia il collo di Audrey proprio all'attaccatura dei capelli, ed è convinto che nulla potrà mai andare male. Mai.
Piano secondo, terzo a sinistra. Qui ci sta un anziano che conosce a memoria la storia del Tour de France; gli piace comprare il giornale, fare un giro tra le barche e poi trovarsi un posto per leggere. Ha un braccialetto d'oro al polso destro e un berretto blu con su scritto "Marine de Guadalupa". Lo indossa da anni ma al sole non s'è scolorito, e ai più la cosa riesce incomprensibile.
Quinto piano, e intanto il sole inizia ad illuminare la facciata con traiettorie radenti. Un uomo e una donna, abbastanza giovani, litigano per un qualcosa di inutile (come sempre, del resto). Ad una camicia bianca a righe verde-acqua, semiaperta, risponde piccata una camiciola gialla da spiaggia. Oltre alla camiciola, la proprietaria ha degli occhialoni neri e belle gambe, e un broncio fantastico.
Quarto piano, subito sotto. Il balcone degli italiani da' sempre garanzie, e difatti litigano anche loro. E come litigano. Stanno preparando i panini per la spiaggia, ma manca il tonno in scatola eppoi questa cazzo di tivù non trasmette nulla in italiano, ma come si fa. I borbottii sfociano in litigio aperto, ma come cazzo metti il prosciutto, il prosciutto qui è carissimo e fa anche abbastanza schifo, però io te l'avevo detto di prenderle e poi cazzo, ma magari se oriento meglio l'antenna qualcosa lo prendiamo, un tiggì almeno dai, ma le uova poi mi piacciono meno cotte tu le fai sempre sode e poi questi giornali sono stupidi, stupidi ti dico, e da quando siamo qui abbiamo già speso un'enormità e tu mi dimentichi anche il tonno, e poi incartali meglio sti panini ché con la sabbia poi vedi, cara mia, vedi come finiscono. E michelino michelino dove s'è cacciato? E comunque l'insalata amara fa schifo, è da anni che te lo volevo dire e-
Quinto piano, subito sopra: la coppia, quella della camicia semiaperta e della camiciola chic, assiste all'ascesa in cielo delle urla degli italiani. La lingua non la sanno benissimo, ma capiscono la gran parte delle parole. E soprattutto riconoscono il tono, e una certa somiglianza con le loro beghe, e si zittiscono subito. Alzano le spalle e per oggi non litigheranno più, è evidente.
Fuori del palazzo, Michele sta abbandonando la piazzetta al neon rosa. Più tardi andrà col parentado in spiaggia, ma ora sta aggirando l'intero complesso, l'intero porticciolo, ha deciso di conquistarlo alle spalle. Il retro della Venezia di plastica e neon è un insieme di muri gialli e scrostati, altissimi e assoluti. Da lì non si vede il porto, né tantomeno il mare, non si veono i negozi e tutte le persone che piano piano escono e camminano e passeggiano e mangiano gelati. Di più: sembra un altro mondo, o almeno un'altra porzione di mondo, e i suoni della passeggiata e i suoni dell'alveare proprio non arrivano. Subito a ridosso dei muri c'è un enorme svincolo ad anello, uno svincolo dell'autostrada fatta di innumerevoli corsie a ritmi e suoni diversi, e che mai si zittisce, sia notte sia dì.
Terzo piano, ma di un'altra palazzina. La famiglia ieri è stata al negozio a comprare delle pinne. Pinne gialle e pinne blu, in due buste di cellophane con quelle chiusure a pallini. Il figlio più piccolo è un po' triste perché hanno speso dei soldi, ma non vede l'ora di usare le pinne. Ieri ha visto dei granchi morire sulla sabbia, facevano una schiuma bianca e poco altro. Con le pinne potrà immergersi e vedere i granchi vivi, così sono più belli.
Secondo piano, quarto a destra. Tutti si preparano per la spiaggia, che poi è una distesa turchese bagnata da un mare fucsia. Per arrivarci si passa sotto un cavalcavia basso, decisamente la cosa meno chic dell'intero circondario. Pare quasi che il mare sia l'accessorio più insignificante in questo piccolo universo teoricamente marittimo. La gente ci viene per le barche? Per i neon? Per le finiture? Per i gabbiani? Probabilmente per tutte queste cose insieme, le persone vengono qui per esserci, per esistere in un dato istante e in un dato pezzo di mondo. E se l'istante non è significativo, almeno il posto deve essere il più improbabile e colorato e allucinato possibile.
Piano terra, molto a lato. La signora delle pulizie ha appena finito il giro. Una macchia di non-so-cosa le ha reso un po' più difficlie il normale tour delle moquette.
Ultimo piano. Guarda il sole spostarsi sulle mattonelle chiare. Le mattonelle sono fredde, e gli interstizi sono strisce grigio scuro larghe un centimetro, ad occhio. La sedia è di plastica, bianca, e uno dei piedi si incastra un po' tra le piastrelle; il grigio scuro (malta? cemento?) gratta la plastica, ma non è grave: la gamba si flette un po' e a un certo punto supera l'intoppo e si risistema. Sedie di plastica, comode e brutte. Guarda giù, guarda il canale e l'acqua verde, guarda quel bambino aggirare le case e pensa "hai capito tutto, almeno tu". Gli arrivano voci e grida, e camiciole gialle, e l'odore dei vestiti imbustati nelle valigie. Il materassino rosso/blu, ruvido, con quel tappo così antiquato e l'elastico arancione; credeva fossero estinti, e invece ce ne sono ancora in giro anche in questi '90 elettrici e fluorescenti. Scrive ancora qualcosa sul foglietto che ha davanti, poi fissa l'azzurro e l'inserirsi del cornicione di cemento grigio in quel cielo impossibile. Il sole inizia ad illuminare le crepe e i muschi, e presto il grigio scuro sarà un giallo caldo, rovente. Per ora, però, i pelucchi di muschio risaltano ancora neri su fondo celeste, sul fondo celeste appena rovinato dalle sommità dei palazzi e del porto e del neon. Ma non esistono comignoli, in questo posto?
Più in là altro muschio, altre crepe. Le macchine solcano lo svincolo, e più in generale tutta l'autostrada, con un ritmo incessante. La gente si riversa nel porto, ascolta il gracchiare delle gomene e assapora il momento, e poi si sposta- senza consequenzialità- sulla spiaggia color turchese bagnata dal mare color fucsia in cui vivono camminano muoiono granchi color color color. Ma sugli alti muri gialli, ora invasi dal sole, le crepe mostrano tranquille muffe e nidi, e le lucertole si distendono in attesa di.
Dal balconcino si vede solo un pezzetto di porto, col sole delle 9 del mattino. Il complesso è un enorme insieme di condomini nuovissimi in tonalità pastello, e in mezzo questo porto-canale ugualmente nuovo, con tanto di ponte che si alza e pontili di legno. Finiture color turchese, vetrate, balconcini, mancorrenti arrotondati. Ascensori panoramici. Negozi. Barche, tantissime barche a vela e motoscafi ormeggiati in mezzo. L'effetto è quello di una Venezia in salsa Las Vegas, ma in reltà siamo dall'altra parte dell'oceano e il sole è decisamente quello del Mediterraneo." data-share-imageurl="">
Dal balconcino si vede solo un pezzetto di porto, col sole delle 9 del mattino. Il complesso è un enorme insieme di condomini nuovissimi in tonalità pastello, e in mezzo questo porto-canale ugualmente nuovo, con tanto di ponte che si alza e pontili di legno. Finiture color turchese, vetrate, balconcini, mancorrenti arrotondati. Ascensori panoramici. Negozi. Barche, tantissime barche a vela e motoscafi ormeggiati in mezzo. L'effetto è quello di una Venezia in salsa Las Vegas, ma in reltà siamo dall'altra parte dell'oceano e il sole è decisamente quello del Mediterraneo." data-share-imageurl="">