Torino, notte di quasi estate

Una settimana fa la sindaca Appendino aveva postato su facebook una lettera strappalacrime. Si chiudeva con un "torneremo a guardare l'alba, sereni" o qualche idiozia simile. Sono quasi sicuro delle parole e dell'ordine, preciso.
Il post era una non-risposta alle accuse dopo i fatti del 3 giugno, finale di Champions' in piazza San Carlo, una piazza senza vie di fuga (e con insufficienti mezzi di soccorso, anche se c'era la solita brava camionetta di militari armati, che tanta sicurezza ci danno) in cui erano stipate alcune decine di migliaia di tifosi. È bastato un allarme (non si sa ancora bene quale) per scatenare il panico. Il risultato lo conosciamo: sui 1500 feriti, una vittima.

Comunque. Il post conteneva una parte molto interessante: la Appendino, pur non assumendosi alcuna responsabilità precisa, scriveva che si era messa in contatto con questore e ff.oo., che la sicurezza era una priorità, che sarebbe stato necessario qualche sacrificio e che i torinesi avrebbero capito e volontariamente collaborato. Bisogna rinunciare a qualche libertà, ma che diamine, siamo torinesi: lo faremo con dignità e cortesia.
La Appendino ha firmato, tra le varie misure, un'ordinanza anti-movida, termine orrendo. Movida, voglio dire. L'ordinanza vieta la vendita di alcolici da asporto dopo le ore 20.
Non male per una città universitaria, piena di locali e di piazze in cui giovani e non si trovano a cazzeggiare, bere qualcosa, divertirsi. Soprattutto verso l'estate, che secondo il calendario inizia domani.

Una settimana fa c'è stato un momento di tensione: ai Murazzi, area svuotata di locali e ora desolata, alcuni agenti erano stati circondati e "minacciati" nel pieno svolgimento della loro sacrosanta missione anti-movida.
Stasera, quindi, è stato mandato un "pattuglione" (le dimensioni contano) in assetto anti-sommossa in un'altra piazza, con poche vie di fuga, che si chiama piazza Santa Giulia. Un posto tranquillo, quartiere Vanchiglia.
Arriva il pattuglione in antisommossa, comincia a perquisire. "Ragazzi dei centri sociali" - cito da "repubblica", me ne scuso - hanno iniziato a protestare e scandire slogan. Tensione, altra tensione, poi il manipolone si sposta. Rimane indietro un gruppo di agenti in borghese con la responsabile di un commissariato, il gruppo viene circondato, la responsabile si becca un pugno.
Di colpo il caos,
Torna il pattuglione, il pattuglione carica più volte, carica dentro e fuori dai locali, carica manifestanti e semplici clienti.
Feriti, locali devastati, vetri rotti, vetrine spaccate.
Il caos, appunto.
È quello che succede in una città da sempre tranquilla, in cui per decenni la gente ha bevuto nei locali e per strada e in cui d'un tratto, nel nome della sicurezza prendere una birra e bersela con gli amici sul marciapiede è diventato un reato, grazie a una ordinanza-del-cazzo.
Questa è la vostra sicurezza, queste le vostre ordinanze. Del cazzo, e fasciste.
Questo è il vostro coprifuoco, questi gli agenti antisommossa.
Avete creato un macello, con un misto di approssimazione, ignoranza dei problemi, ignoranza della vita reale delle persone e repressione per coprire il tutto. Un macello a catena, soprattutto, una spirale di tensione, repressione, tensione, repressione.
Bravi tutti.
Brava sindaca.

post scriptum: è orrendo vedere questa deriva fascista e autoritaria dal di dentro. Ed è triste capire che non serve assolutamente a nulla, anzi, e che chi comanda non se ne rende nemmeno conto.
Una settimana fa la sindaca Appendino aveva postato su facebook una lettera strappalacrime. Si chiudeva con un "torneremo a guardare l'alba, sereni" o qualche idiozia simile. Sono quasi sicuro delle parole e dell'ordine, preciso. Il post era una non-risposta alle accuse dopo i fatti del 3 giugno, finale di Champions' in piazza San Carlo, una piazza senza vie di fuga (e con insufficienti mezzi di soccorso, anche se c'era la solita brava camionetta di militari armati, che tanta sicurezza ci danno) in cui erano stipate alcune decine di migliaia di tifosi." data-share-imageurl="http://www.umbertomassa.org/blog/sites/default/files/field/image/santagiuliascontri2.jpg">
Una settimana fa la sindaca Appendino aveva postato su facebook una lettera strappalacrime. Si chiudeva con un "torneremo a guardare l'alba, sereni" o qualche idiozia simile. Sono quasi sicuro delle parole e dell'ordine, preciso. Il post era una non-risposta alle accuse dopo i fatti del 3 giugno, finale di Champions' in piazza San Carlo, una piazza senza vie di fuga (e con insufficienti mezzi di soccorso, anche se c'era la solita brava camionetta di militari armati, che tanta sicurezza ci danno) in cui erano stipate alcune decine di migliaia di tifosi." data-share-imageurl="http://www.umbertomassa.org/blog/sites/default/files/field/image/santagiuliascontri2.jpg">